La filosofia dello Slow Web

Il web va sempre più veloce e non stiamo parlando di velocità di caricamento delle pagine (quella sì, deve essere rapida), ma di distribuzione di contenuti. Notifiche, pop-up, messaggi, suoni, lampeggii ci bombardano ossessivamente, interrompendo le nostre attività e richiamando la nostra attenzione.

In un’era in cui si deve essere per forza smart e sempre online (verrebbe da dire on-life) ogni volta che si riceve una notifica scatta un invisibile conto alla rovescia per rispondere. Guai se non lo si fa o lo si fa in ritardo, perché si rischia di passare per maleducati o, nel caso di comunicazione di lavoro, un richiamo dal proprio capo o dai propri clienti. Persino nei weekend bisogna stare allerta perché la maledetta doppia spunta blu di WhatsApp è in agguato nel nostro cellulare.

Tutti i messaggi, le notifiche, unite al fiume di notizie di cui si leggono solo i titoli per carenza di tempo, ci trascinano in una condizione mentale di perenne attenzione, che unita alla brama di assorbimento nel lungo andare ci provoca stress e ansia. Come è importante invece per una volta spegnere tutte le notifiche e non scartare un articolo perché troppo lungo, ma leggerlo con calma, con gusto.

Già nel 2012 lo scrittore Jack Cheng esprimeva questa idea di rilassatezza e di digestione lenta dei contenuti online in un articolo sul suo blog in cui per la prima volta compariva la dicitura Slow Web. Parallelamente allo Slow Food, lo Slow Web è un ritorno al web delle origini, quando il contenuto della notizia era più importante del metodo con cui veniva veicolata.

Che bello allora utilizzare il web non per scorrere i post di Facebook in modo abulico solo per dover essere aggiornati, ma riscoprire il web come luogo proprio e come attività senza interruzioni. La ridefinizione del proprio tempo libero si fa così autoderminazione, e attività come leggere un articolo lungo, guardare un video rilassante su youtube (scelto da soli, non dal suo algoritmo), riflettere con calma sull’album di foto di un nostro amico fotografo dilettante, e poi magari non scrivergli un commento composto da più di 3 parole e 2 emoticon, da perdite di tempo diventano ricreative e costruttive.

Attraverso lo Slow Web, che sa tanto di Zen, si recupererà una rete online fatta di persone, evitando così a che si riduca a mero traffico composto da bit.

Per approfondire:

https://jackcheng.com/the-slow-web

http://i-docs.org/2014/02/09/slow-web-slow-food/

https://www.wired.com/story/find-comfort-on-the-slow-web/

 

 

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